venerdì 15 dicembre 2017
mercoledì 13 dicembre 2017
Verifica sperimentale della trasformazione Triangolo-Stella delle resistenze elettriche
VERIFICA
SPERIMENTALE DELLA TRASFORMAZIONE TRIANGOLO-STELLA
Questo circuito è molto importante in Fisica e vorremmo
verificare sperimentalmente che la resistenza RAB agli estremi
calcolata con una trasformazione di un triangolo di resistenze in una stella
equivalente coincide col valore misurato con un nostro ohmetro tarato in una esercitazione
precedente.
In questo
circuito le resistenze non sono collegate né in serie,
né in parallelo, per cui anche se
fossero conosciuti i
valori delle resistenze, non
saremmo in grado di calcolare il valore della resistenza fra gli estremi A e B.
Non sembra esserci alcun
triangolo, ma disegnando il circuito in maniera leggermente diversa, ne
vedremo chiaramente uno.
Ricordiamo
come si calcolano le resistenze della stella che sostituisce il triangolo :
r12 = R1*R2 / (R1+R2+R3) = 20*30/100 = 6 Ω ,
r13 = R1*R3 / (R1+R2+R3) = 10 Ω ,
r23 = R2*R3 / (R1+R2+R3) = 15 Ω
r13 in questo circuito risulta in serie con R4, per cui si ha : RSCB = r13 + R4 = 10 +20 = 30 Ω
r23 risulta in serie con R5, per cui si ha : RSDB = r23 + R5 = 15 + 5 = 20 Ω
r12 = R1*R2 / (R1+R2+R3) = 20*30/100 = 6 Ω ,
r13 = R1*R3 / (R1+R2+R3) = 10 Ω ,
r23 = R2*R3 / (R1+R2+R3) = 15 Ω
r13 in questo circuito risulta in serie con R4, per cui si ha : RSCB = r13 + R4 = 10 +20 = 30 Ω
r23 risulta in serie con R5, per cui si ha : RSDB = r23 + R5 = 15 + 5 = 20 Ω
Le due
resistenze RSCB ed RSDB risultano collegate in parallelo
fra loro e risulta :
RSB = 30*20/(30+20) = 600/50 = 12 Ω
RSB = 30*20/(30+20) = 600/50 = 12 Ω
Infine
questa resistenza risulta collegata in serie ad r12. Quindi RAB
= 12 + 6 = 18 Ω
La misura con
l’ohmetro ci ha sempre confermato un accordo pieno col valore teorico.
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giovedì 7 dicembre 2017
L'Esperimento di Thomson per la misura del rapporto carica/massa dell'elettrone
ESPERIMENTO DI
THOMSON PER LA MISURA DEL RAPPORTO q/m PER L’ELETTRONE
Per questo celebre esperimento venne usato un tubo a
raggi catodici di cui erano note le caratteristiche elettriche e meccaniche.
Nel nostro disegno c'è un accessorio più moderno, il cosidetto 'cannone elettronico' nel quale gli elettroni emessi da un filamento incandescente
vengono accelerati nel cannone e penetrano fra le
armature (distanti ' d ') di un condensatore piano, carico ad una d.d.p Vc che li devia prima che colpiscano lo
schermo.
Tutto il tubo è sotto vuoto spinto per evitare gli urti
con le molecole dell’aria.
In direzione orizzontale non agiscono forze e in questa
direzione la componente della velocità rimane invariata fino a quando il
singolo elettrone non colpisce lo schermo.
All’interno del campo uniforme verticale presente fra le
armature del condensatore la velocità viene incurvata, verso l’alto se
l’armatura superiore è carica positivamente o verso il basso se invece è carica
negativamente.
In questa zona la traiettoria è parabolica, Le coordinate
del singolo elettrone all’interno del campo elettrico saranno date da :
x = v * t e y = a * t 2 /
2 essendo l’accelerazione data da :
a =
F / m = q * E / m = q * V c / (d * m) = (q/m) * V c / d
essendo E = Vc / d l'intensità del campo elettrico fra le armature.
(l'accelerazione di gravità ' g ' è trascurabile in confronto ad ' a ').
essendo E = Vc / d l'intensità del campo elettrico fra le armature.
(l'accelerazione di gravità ' g ' è trascurabile in confronto ad ' a ').
Il tempo di transito nel campo elettrico sarà dato da t = L / v e la deviazione ‘ ho ‘ in uscita :
ho = 2 * a / t 2
ho = 2 * a / t 2
Uscendo dal campo
elettrico la traiettoria è di nuovo rettilinea
fino allo schermo.
La deviazione ' ho ' non può
essere misurata direttamente,
perché è interna al tubo. Ma basta
ricordare una proprietà della parabola
e precisamente che la
tangente in un punto di ascissa
L , taglia l'asse x in un punto
di ascissa ( L / 2).
Quindi si può scrivere la proporzione Y : ho = (b + L
/2) : L /2 (e si ricava il valore di ho).
Per poter calcolare
q / m occorreva conoscere la
velocità v degli elettroni.
Noi possiamo calcolarla perché nei tubi moderni possiamo variare la tensione di accelerazione
del cannone elettronico, ma nel 1897 non era possibile.
J.J.
Thomson, per misurare quella
velocità v, ebbe
l'idea geniale di
compensare la deviazione elettrica con un campo magnetico ortogonale a
quello elettrico. (Ciò avviene se la forza elettrica F = q * E riesce ad equilibrare la forza di Lorentz
: F = B * q * v = q * E quindi : v = E / B.
Thomson riuscì così a misurare il rapporto q / m
dell'elettrone e a dimostrare che è un
costituente universale della materia.
Da molti J.J. Thomson è considerato il padre dell' elettrone.
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oooooooooo
Ed ecco riassunti i calcoli :
x = v * t
e y = a * t 2 /
2 fra le armature del condensatore dove
avviene la deviazione,
a
= F / m = q * E / m = (q / m) * V c / d , (V c è la d.d.p. fra le due armature).
t = L/ v , ho
= 2 * a / t 2 = 2 * (q/m) * V c * v 2
/ (d * L 2)
La
deviazione ' ho ' non poteva essere misurata direttamente, perché interna al tubo. Ma basta
ricordare la proprietà della parabola (passante
per l’origine degli assi) che la tangente
in un punto di ascissa L , taglia l'asse x in un punto di ascissa ( L / 2).
Quindi si può
scrivere la proporzione Y : ho = (b + L /2) : L /2 (e si ricava il valore di ho).
Per poter
calcolare q / m occorreva conoscere la velocità v degli
elettroni.
Noi possiamo
calcolarla perché nei tubi moderni possiamo variare la tensione di
accelerazione del can-
none
elettronico, ma nel 1897 non era possibile.
J.J. Thomson, per misurare
quella velocità v,
ebbe l'idea geniale
di compensare la deviazione
elettrica con un campo magnetico ortogonale a quello elettrico.
(Ciò avviene se la forza elettrica F = q*E riesce ad equilibrare la forza di Lorentz
: F = B*q*v = q*E quindi : v = E / B.
1 1) ho = 2 * a / t2 , 2) t =
L / v (tempo per attraversare le armature)
a = F / m = q*E / m = (q
/ m) * Vc / d , t = L / v
2 2) ho = Y*(L/2) / (b+L/2) = 2 * a / t2
3) v = E / B, quindi : t = L * B / E
3) v = E / B, quindi : t = L * B / E
sostituendo
nella 1) potremo ricavare q/m in
funzione di grandezze note o misurabili
Y*(L/2) /(b+L/2) = 2 * (q / m) * (V c / d) * v 2 / L 2 :
Y*(L/2) /(b+L/2) = 2 * (q / m) * (V c / d) * v 2 / L 2 :
q / m = Y * (L/2) / (b+L/2) * d * L 2
* B 2/ (2 * V c * E 2)
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martedì 5 dicembre 2017
L'analisi numerica utilizzata per calcolare il tempo di scivolata su guida cilindrica
CALCOLIAMO IL TEMPO
DI SCIVOLAMENTO SU RAMPA
CIRCOLARE LISCIA CON L’ANALISI NUMERICA
Ecco un elenco di valori per R = 2 (m) :
Delle due componenti Px e Py
del peso della sferetta, la tangenziale Px = P * sin (β)
è quella che accelera il suo moto, ma dato che varia al variare dell’angolo β,
non sapremmo calcolare il tempo per arrivare sul piano orizzontale.
Ma se immaginiamo di
dividere l’arco in un numero grandissimo di parti, in ciascuna di esse l’accelerazione
a = g*sin(β) potrà essere ritenuta costante e potremo applicare le
leggi del moto rettilineo uniformemente accelerato.
L’ errore sarà tanto minore,
quanto maggiore sarà il numero degli archetti.
Segue l'algoritmo se si vuole scrivere il programmo in un linguaggio che si conosce (es. Visual Basic, Turbo Pascal, ecc
sabato 2 dicembre 2017
MATEMATICA-L'integrazione per parti e per sostituzione
L’INTEGRAZIONE PER PARTI (MATAMATICA)
Date due funzioni f (x)
e g (x), che nel seguito
indicheremo semplicemente con f e g,
il differenziale del loro prodotto è
dato da :
d (f * g) = f *
dg + g * df da
cui si ricava : f *
dg = d (f *
g) - g * df .
Integrando quest’ultima si ha :
Integrando quest’ultima si ha :
f è
detto “fattore finito” mentre dg è
detto “fattore differenziale”.
La (1) ci
dice che l'integrale del prodotto
di un fattore finito (f), per
un fattore differenziale (dg) è
uguale al prodotto del fattore finito per l'integrale del fattore differenziale
diminuito dell'integrale del prodotto
dell'integrale trovato (cioè ' g ' ) per
il differenziale del fattore finito (df).
Come primo esempio vogliamo calcolare il seguente
integrale :
Ricordarsi che del fattore differenziale bisogna saperne
calcolare l’integrale … per cui scegliamo (x * dx) come fattore differenziale ed Ln (x) come
fattore finito.
N.B. Ln (x) è il logaritmo naturale di x. Avremo così :
Come
secondo esempio, vogliamo calcolare l’integrale :
La scelta del fattore finito sembrerebbe indifferente, ma
conviene x perché
il suo differenziale è ( 1 *
dx ). Quindi cos (x) * dx verrà
considerato fattore differenziale, per cui avremo :
In ogni caso, come verifica, la derivata del risultato deve
uguagliare la funzione che si è integrata.
0000000000000000
INTEGRAZIONE PER SOSTITUZIONE
Ricordiamo tre
integrali :
Col metodo di sostituzione riusciremo
a ricondurre degli integrali ad uno dei tre tipi precedenti.
Primo
esempio
Potremo
ricondurre questo integrale al tipo 1)
ponendo :
2*x + 5 = t per cui segue che : 2 *
dx = dt , dx = dt /2
e di conseguenza avremo :
E basterà
sostituire ‘ t ‘ con ‘ 2*x + 5 ‘.
Secondo
esempio
Potremo ricondurre questo
integrale al tipo 2) ponendo :
3*x + 7 = t per cui segue che : 3 *
dx = dt , dx = dt / 3 e di conseguenza avremo :
Terzo
esempio
anche se non sembra è riconducibile
al caso 1) :
se poniamo sin (x) = t , risulta : cos (x) *
dx = dt quindi :
Per finire
calcolare il valore dell’integrale :
se si pone 3*x2 + 5 = t si ha :
6*x*dx = dt , quindi : x*dx = dt / 6 ecc.
6*x*dx = dt , quindi : x*dx = dt / 6 ecc.
mercoledì 29 novembre 2017
MATEMATICA : Calcolo delle coordinate del centro e del raggio del cerchio inscritto in un triangolo
MATEMATICA : Calcolo delle
coordinate del centro e del raggio della circonferenza inscritta in un
triangolo, date le coordinate dei suoi vertici
Siano A (-8,5) , B (2,7) , C (3,-9) le coordinate
dei
vertici di un triangolo nel quale inscrivere
la circonferenza.
Per cominciare
calcoliamo la lunghezza dei tre
lati AB, BC, CA :
AB = 10.2 , BC =
16.03 , CA = 17.8
e la sua
area con la formula di Erone :
essendo il semiperimetro :
p = 22.02
Il rapporto fra l’area del
triangolo e il semiperimetro ci dà la misura del raggio della
circonferenza
inscritta : R = Area
triangolo / p = 3.68
Le coordinate (xC,yC)
del centro della circonferenza inscritta nel triangolo sono date dalle due
formule :
xC
= xA*BC + xB*CA + xC*AB = - 1.41
yC = yA*BC + yB*CA + yC*AB =
2-57
Da notare che BC , CA ed AB sono i lati opposti ai vertici A, B e C del triangolo.
Da ricordare che in geometria l'incentro è il punto d'incontro delle bisettrici del triangolo
ooooooo
lunedì 27 novembre 2017
Velocità degli elettroni che trasportano la corrente elettrica.
Quanto vale
la velocità media degli elettroni che trasportano la corrente elettrica ?
L'intensità della corrente : i = dq / dt è data dal rapporto
fra la carica ' dq ' che nel
tempo ' dt ' attraversa la generica sezione S e il tempo ' dt ' stesso. Se
questi elettroni hanno una velocità
(media) V, nel tempo dt occupano
il volume di un cilindretto di area S
e altezza V * dt. Per
calcolare quanti elettroni hanno attraversato la sezione, basterà calcolare
quanti ce ne sono nel volumetto S * V * dt.
Dalla formula inversa
della densità, possiamo ricavare la massa di questo conduttore :
m =
d * Volume = d * S * L.
Sappiamo
che in un numero di grammi pari al peso atomico A = 64, quindi in 64 (g)
di rame c'è un numero di atomi pari al numero N di Avogadro, per cui la massa in grammi di un solo
atomo di rame sarà data da :
massa di un
solo atomo = A / N.
Se
dividiamo la massa m del nostro conduttore per la massa di un atomo otteniamo il numero di atomi che
sono contenuti nel nostro
conduttore :
numero di atomi contenuti nel conduttore = m / (A / N) = m * N / A
Se
dividiamo questo numero per il volume (S * L) del
conduttore, otteniamo il numero di atomi per unità di volume = m * N / (A * S * L).
Se ad
m sostituiamo il valore d *
S * L, la quantità : d * N / A rappresenta
il numero di atomi di rame contenuti
in 1 cm3 del conduttore,(ed anche il numero di
elettroni di conduzione, se facciamo l'ipotesi che ogni atomo di rame ne abbia
uno solo).
Per calcolarlo basterà moltiplicare per questo
volumetto il numero di quelli presenti in 1 cm3. Quindi il numero
degli elettroni di
conduzione che nel tempo dt attraversano
la generica sezione S vale : d * N / A) * S *
V * dt
Per avere il
valore assoluto della carica 'dq ' che trasportano, basterà moltiplicare
il loro numero per il valore assoluto
della carica |e| di ciascun
elettrone.
Quindi :
dq = (d * N / A) * S * V * dt *
|e|. Ed ecco infine il valore dell'intensità della corrente :
i =
dq / dt = (d * N / A) * S * V *
|e|.
Con una formula inversa
ricaveremo la velocità media degli elettroni :
V = i *
A / (d * N * S * |e|).
Se ad. es. il valore
del raggio di un filo di rame r = 0.1 ( cm) ed il valore
dell'intensità della corrente i = 2 (A), risulta V = 0.0048 (cm/s).
Questa
velocità è piccolissima ma il moto si propaga a tutti gli elettroni di
conduzione del
circuito quasi istantaneamente.
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